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domenica 29 aprile 2012

Le emozioni nel piatto


Una delle strategie più comuni che le persone mettono in atto per non sentire le emozioni spiacevoli è mangiare, anzi abbuffarsi, sopratutto di cibi dolci e grassi. E' il risultato dell'elevato livello di glicocorticoidi prodotti dall'organismo in risposta allo stress. Lo stress cronico, in particolare, si caratterizza per la presenza prolungata di alti livelli di cortisolo nel sangue, che oltre ad altri effetti nocivi, ha la capacità di stimolare appetito proprio per gli alimenti dal gusto dolce e salato.

Paradossalmente, i più soggetti a reagire con un'abbuffata allo stress sono gli individui che, in condizioni normali, esercitano fermamente un efficace controllo sulla propria alimentazione, limitano attivamente la quantità del cibo ingerito, scelgono i prodotti più salutari e con meno calorie, leggono le etichette nutrizionali, si documentano, cioè quelli che sono sempre un po' "a dieta", i mangiatori "misurati", come li chiama Robert Sapolsky. Quando le cose vanno male, la tensione, l'ansia, l'angoscia o la delusione diventano insopportabili, molte persone calmano l'agitazione speluzzicando o decidono di essere gentili con se stessi, di gratificarsi con qualcosa che normalmente li manca. Sapolsky mette in guardia tutti i "mangiatori misurati":"se è nell'assunzione del cibo che di norma vi limitate, ecco che butterete giù una scatola di biscotti al cioccolato".

L'alternativa al controllo? L'ACT (Acceptance and Commitment Therapy) ne propone una: la consapevolezza attraverso la pratica di mindfulness. Aver un rapporto consapevole con il cibo vuol dire essere presenti a se stessi, in contatto con il corpo, accettare le emozioni "scomode", sganciarsi dai pensieri catastrofici, giudicanti, inutili, prendendo prospettiva; vivere nel presente e impegnarsi in quel che conta.
Per cominciare inizia il tuo prossimo pasto eliminando tutte le distrazioni (il PC, la TV, la radio, il giornale o la conversazione), nota l'aspetto del cibo prima di metterlo in bocca, i colori, la forma. Senti il profumo che emana. Mastica lentamente ogni boccone notando la consistenza e la seguenza dei sapori, nota le tue sensazioni corporee, il passaggio del cibo nell'esofago, il senso di pienezza, di appagamento, di sazietà...

Buon appetito!

Bibliografia:


sabato 7 agosto 2010

Arriva il vaccino anti-stress! Vivremo tutti felici e contenti???

Vi ricordate lo scienziato americano Robert Sapolsky, l'autore del bestseller "Perchè alle zebre non viene ulcera?" Le sue ultime ricerche farebbero pensare che sia possibile azzerare gli effetti dello stress cronico neutralizzando l'azione degli ormoni glucocorticoidi con un vaccino "neuroprotettivo". Il vaccino è stato prodotto con le tecniche dell'ingegneria genetica utilizzando il virus herpes. L'equipe dell'Università di Stanford l'ha sperimentato sui topolini e anche se la sperimentazione umana è ancora molto lontana, il Prof. Sapolsky ritiene che sia possibile con questo metodo ridurre il danno neurale causato dallo stress.

E' possibile che questa scoperta mandi in soffitta tutte le tecniche di rilassamento, i trattamenti psicoterapici che hanno impostato veri e propri protocolli per insegnare le persone a gestire il loro stress, a migliorare la loro capacità di affrontare le difficoltà della vita...
Che ne pensi?

Puoi leggere l'articolo da cui proviene la notizia: http://www.sanitanews.it
Allego questo interessante video di Robert Sepolsky sullo stress