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domenica 23 settembre 2012

Fra il DECIDERE e il FARE, c'è di mezzo ... il RIMANDARE


 “La forza di volontà si può allenare come un qualsiasi muscolo del nostro corpo” scrive Kelly McGonigal nel libro THE WILLPOWER INSTINCT (N.Y 2012). 
La scienziata della Stanford University spiega anche le ragioni biologiche per le quali  i nostri buoni propositi  spesso rimangono tali,  perché non li realizziamo, molliamo a metà o, addirittura, non cominciamo nemmeno rimandando, trovando scuse o sabotando i risultati raggiunti. 
Secondo Kelly McGonigal la forza di volontà o l’autocontrollo costituisce un requisito di  successo scolastico più importante dell’intelligenza, una condizione per far durare un matrimonio più necessaria dell’empatia e una base per poter gestire meglio lo stress, i conflitti e le avversità del destino. 

La parte del cervello responsabile dell’autocontrollo è la corteccia prefrontale che ha fra i compiti quello di spingere l’essere umano a scegliere la cosa più difficile. Se ci piace la torta, la nostra corteccia prefrontale proverà a ricordarci che siamo a dieta. Se siamo sdraiati sul divano,  ci farà presente che dovremmo andare a correre.  E’ più facile guardare la TV, ma dovremmo preparare un esame. Privilegia in questo modo gli obiettivi a lungo termine. 

Il problema è che abbiamo anche un’altra parte del cervello, arcaica, ereditata dai nostri antenati  animali che ci porta ad agire d’istinto, spinti dall’urgenza di ottenere una  gratificazione immediata. Gli animali non fanno i progetti, non devono risparmiare o fare la dieta! 
La difficoltà a perseverare o a  resistere agli impulsi nasce dal conflitto fra queste due parti del nostro cervello. L’esito della sfida è condizionato da molti fattori, fra cui: lo stress,le emozioni,  le aspettative, il giudizio, i nostri modelli di comportamento, l’ambiente e …. l’allenamento!

Conoscere le dinamiche dei nostri fallimenti  ci rende più preparati  e resistenti, ma possiamo fare di più. Possiamo imparare e sviluppare alcuni strumenti di autoconsapevolezza che ci permetteranno di affrontare le tentazioni e di fare le scelte più utili, invece di reagire d’impulso per poi rimpiangere e biasimarci.
Puoi sperimentare un assaggio di tecniche provenienti dalla  ACCEPTANCE & COMMITMENT THERAPY (ACT) partecipando al mio workshop gratuito “Fra il DECIDERE e il FARE, c’è di mezzo …il RIMANDARE” a SIENA, sabato 29/9. Per chi non può, pensavo di fare una registrazione video …( con calma, è un obiettivo a lungo termine!).

sabato 9 ottobre 2010

Comincio domani...

Vi è mai capitato di rimandare la preparazione di un esame all’ultimo momento? Avete pensato di iniziare una dieta lunedì perché il sabato si esce con gli amici e la domenica si pranza dalla nonna…, ecc.?

Se prima di mettervi a lavorare perdete tempo, controllate la posta elettronica, facebook, o vi prendete un ennesimo caffè, forse fate parte di quel 20% della popolazione generale che si considera “procrastinatore cronico”.

Joseph Ferrari dell’Università De Paul di Chicago distingue tre tipi di procrastinatori:

Eccitato:
ricerca il brivido e l’euforia facendo le cose all’ultimo momento. E’ convinto di essere più creativo e di rendere meglio quando si trova sotto pressione.

Sfuggente:
cerca di evitare la paura del fallimento o del successo. In ogni caso teme ciò che gli altri possano pensare di lui. Preferisce essere giudicato come uno svogliato, piuttosto che un’incapace o un fallito.

Indeciso:
non prende nessuna decisione e quindi non agisce. Evita in questo modo di assumersi la responsabilità per l’esito delle proprie azioni.

La procrastinazione non è innata, è un atteggiamento che s’impara nell’ambiente familiare in modo indiretto. L’abitudine di rimandare è la risposta al comportamento molto autoritario del genitore. Il padre troppo rigido e severo ostacola lo sviluppo delle capacità di autoregolazione dei figli, impedendoli di agire autonomamente. Di conseguenza la procrastinazione può diventare una forma di ribellione.

Dal punto di vista culturale, la procrastinazione è abbastanza tollerata, anche da chi ne è “colpito”. Tuttavia le sue conseguenze possono essere gravi: oltre al mancato raggiungimento del successo personale o professionale può danneggiare la salute. Una ricerca sugli studenti di un college americano ha dimostrato un abbassamento delle difese immunitarie con una maggiore probabilità di contrarre influenza, raffreddore o disturbi intestinali. Le difficoltà di autoregolazione possono portare all’aumento del consumo di alcol e droghe.
Cosa fare? Leggi il post "Smettere di rimandare...da subito!"

La notizia proviene dall’articolo di Hara Estroff Marano pubblicato su Psychology Today


Il foglio bianco vi spaventa? Quando dovete scrivere qualcosa cercate le scuse per rimandare?

Guardatevi questo video:

Procrastination