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domenica 15 gennaio 2012

Più consapevoli, meno stressati...





Jon Kabat- Zinn definisce mindfulness  cosi: 
“la consapevolezza che emerge se prestiamo attenzione in modo intenzionale, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza momento per momento”. Sono passati oltre vent’anni dalla pubblicazione del suo libro “Vivere momento per momento” e nel frattempo il metodo da lui ideato MBSR (riduzione dello stress basata su mindfulness) si è diffuso fra i terapeuti di tutto il mondo. Di pari passo si sono moltiplicate le ricerche scientifiche a dimostrazione degli effetti benefici di mindfulness sulla nostra salute, fra i quali l’incremento delle difese immunitarie, l’abbassamento della pressione sanguigna e il potenziamento delle funzioni cognitive.

In un recente articolo pubblicato su Perspectives on Psychological Science, Britta Hoezel di Justus Liebig University e Harvard Medical School afferma, che la meditazione mindfulness è molto complessa e che almeno quattro delle sue componenti principali sarebbero responsabili degli effetti a livello psicofisico. Secondo Hoezel si tratta di: regolazione dell’attenzione, consapevolezza del corpo, regolazione delle emozioni e percezione di se, che nell’insieme ci aiutano ad affrontare e gestire in modo non giudicante le conseguenze mentali e fisiologiche dello stress. Anche se teoricamente distinte, le quattro componenti  sono fra loro strettamente collegate. Per esempio, la capacità di regolare meglio l’attenzione facilita la consapevolezza  delle sensazioni  corporee. La consapevolezza del corpo, a sua volta, ci aiuta a riconoscere le emozioni che stiamo provando.
Prof. Hoezel sottolinea che mindfulness non è qualcosa di vago che vada bene per tutto. La meditazione mindfulness per essere efficace richiede  l’addestramento e la pratica e ha degli effetti dimostrabili sulla nostra  esperienza soggettiva, sul nostro comportamento e sulle funzioni cerebrali. L’autrice auspica che nel futuro sempre più persone possano  “utilizzare la meditazione mindfulness come un versatile strumento che facilita il cambiamento  nella psicoterapia e nella vita di tutti i giorni".

La notizia proviene dal sito:

lunedì 11 aprile 2011

Medita, che ti passa...

     Non ha controindicazioni ed è accessibile a tutti!     
Il  nuovo antidolorifico si chiama mindfulness, ossia la meditazione di consapevolezza. Non si tratta di una pratica ascetica dei monaci tibetani,  né di una trovata New Age ad effetto mediatico.
   
Mindfulness proviene dalla tradizione buddista theravada, ma le sue tecniche sono state adattate al modo di vivere occidentale e in pratica consiste nel “porre l’attenzione intenzionalmente, nel momento presente, in modo non giudicante”  (J.Kabat-Zinn).  
  Le terapie basate sulla meditazione, oltre ad avere l'efficacia clinica, si sono rivelate in grado di  modificare la struttura di alcune aree cerebrali.  
E’ stato documentato, per esempio, un ispessimento dell’ippocampo, l’area importante per l’apprendimento e per la memoria, nei partecipanti al  programma di Riduzione dello Stress basato su mindfulness (MBSR). La diminuzione dello stress si accompagnava anche alla riduzione della densità cellulare nell’amigdala coinvolta nelle manifestazioni dell’ansia, della paura e dello stress.

L’ultima ricerca condotta da Fedel Zeidan del Wake Forest Baptist Medical Center in North Carolina dimostra che quattro sedute di mindfulness di 20 minuti ciascuna possono ridurre del 40 per cento l’intensità del dolore percepito, contro appena  il 25 per cento dei farmaci analgesici, compresa la morfina.  La risonanza magnetica (RMI-SLA) effettuata dopo le sedute di mindfulness ai volontari sottoposti ad uno stimolo termico doloroso,  ha visualizzato la riduzione dell’attività della corteccia somatosensoriale nella quale ha l'origine la sensazione di dolore e l’aumento dell’attività nelle aree responsabili della elaborazione dell’esperienza dolorosa a partire dai segnali  provenienti dal corpo.

I partecipanti allo studio non avevano mai meditato prima!  Questo dovrebbe incoraggiare chi di voi pensi che per  praticare la mindfulness debba rinchiudersi per molto tempo in qualche monastero…Per cominciare, o per curiosità, leggi qualche libro di Jon Kabat-Zinn..

Riferimenti: