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martedì 1 marzo 2011

Smettere di rimandare..da subito!

Rimandi la preparazione di un esame, o salti la sessione? Non è una tragedia, ma se capita più volte potrebbe farti sentire in colpa, inadeguato e oltre a compromettere la tua autostima, rallentare il tuo percorso universitario. 
Del perché procrastiniamo ne abbiamo già parlato nel post  “Comincio domani”, adesso vediamo come si fa a smettere!  La ricetta è semplice:  fai qualunque cosa stavi rimandando … solo per qualche minuto. Se devi  studiare, concentrati sui libri per mezzora soltanto e subito. Poi farai tutto quello che vorrai. Se devi riordinare l’armadio, metti a posto solo un cassetto, al resto ci penserai dopo.
 Richard Wiseman descrive le basi scientifiche della regola “solo per qualche minuto” nel  libro “59 secondi. Pensa poco, cambia molto” ( Salani Ed., 2010). Il metodo si basa sulle osservazioni di una psicologa russa degli anni venti , Bluma Zeigarnik. La studiosa aveva assegnato ad un gruppo di volontari vari compiti, come mettere oggetti in una scatola, o impilare i ripiani. In alcuni casi ha fatto interrompere l’operazione prima che fosse finita e poi ha fatto descrivere a tutti i partecipanti le azioni che hanno dovuto compiere. L’esperimento ha svelato che le azioni non portate a termine, interrotte, vengono ricordate con più facilità, si imprimono meglio nella mente delle persone. L’inizio di ogni attività crea nel cervello un’attivazione simile all’ansia che ritorna alla “calma” quando l’impegno è portato a termine. Un' interruzione, che impedisce di  completare il lavoro, mantiene viva l’ansia che ci perseguita finchè non abbiamo finito ciò che era rimasto in sospeso. 
“I procrastinatori,” scrive Wiseman, “rimandano spesso l’inizio di certe attività perché sono intimoriti dalla mole di lavoro che li attende”. Una volta persuasi di dedicarsi al compito “solo per qualche minuto”, riescono, di solito, ad arrivare fino in fondo.

Prova anche tu ad applicare questo metodo e oggi studia per mezzora soltanto  e, se per  te non funziona, se non ti viene voglia di continuare, pazienza! Sei stato bravo comunque: mezzora è meglio di niente!  Fai lo stesso domani,  dopo domani… e dopo ancora…

Leggi anche: Comincio domani

sabato 9 ottobre 2010

Comincio domani...

Vi è mai capitato di rimandare la preparazione di un esame all’ultimo momento? Avete pensato di iniziare una dieta lunedì perché il sabato si esce con gli amici e la domenica si pranza dalla nonna…, ecc.?

Se prima di mettervi a lavorare perdete tempo, controllate la posta elettronica, facebook, o vi prendete un ennesimo caffè, forse fate parte di quel 20% della popolazione generale che si considera “procrastinatore cronico”.

Joseph Ferrari dell’Università De Paul di Chicago distingue tre tipi di procrastinatori:

Eccitato:
ricerca il brivido e l’euforia facendo le cose all’ultimo momento. E’ convinto di essere più creativo e di rendere meglio quando si trova sotto pressione.

Sfuggente:
cerca di evitare la paura del fallimento o del successo. In ogni caso teme ciò che gli altri possano pensare di lui. Preferisce essere giudicato come uno svogliato, piuttosto che un’incapace o un fallito.

Indeciso:
non prende nessuna decisione e quindi non agisce. Evita in questo modo di assumersi la responsabilità per l’esito delle proprie azioni.

La procrastinazione non è innata, è un atteggiamento che s’impara nell’ambiente familiare in modo indiretto. L’abitudine di rimandare è la risposta al comportamento molto autoritario del genitore. Il padre troppo rigido e severo ostacola lo sviluppo delle capacità di autoregolazione dei figli, impedendoli di agire autonomamente. Di conseguenza la procrastinazione può diventare una forma di ribellione.

Dal punto di vista culturale, la procrastinazione è abbastanza tollerata, anche da chi ne è “colpito”. Tuttavia le sue conseguenze possono essere gravi: oltre al mancato raggiungimento del successo personale o professionale può danneggiare la salute. Una ricerca sugli studenti di un college americano ha dimostrato un abbassamento delle difese immunitarie con una maggiore probabilità di contrarre influenza, raffreddore o disturbi intestinali. Le difficoltà di autoregolazione possono portare all’aumento del consumo di alcol e droghe.
Cosa fare? Leggi il post "Smettere di rimandare...da subito!"

La notizia proviene dall’articolo di Hara Estroff Marano pubblicato su Psychology Today


Il foglio bianco vi spaventa? Quando dovete scrivere qualcosa cercate le scuse per rimandare?

Guardatevi questo video:

Procrastination