venerdì 11 febbraio 2011

A San Valentino fai un gesto d'amore...per la Terra!

                
           


    


     Sai qual'è l'impatto della festa di San Valentino sull’ambiente? Ecco quello che, con ogni probabilità, succederà fra qualche giorno solo negli Stati Uniti:
  • -          198 milioni di rose vendute dai fioristi americani
  • -          141 milioni di cartoline con auguri, cuoricini, mielose rime, ecc.
  • -          14,1 bilioni di dollari che, secondo le previsioni, gli americani spenderanno complessivamente per i festeggiamenti

Tutto questo produrrà una grande  quantità  di rifiuti solidi e comporterà un enorme  consumo di risorse naturali.   
    
   Se non vuoi rinunciare alle manifestazioni d’affetto media-comandate, puoi  parteciparvi in modo eco- responsabile, come suggerisce Kendra Abkowitz del dipartimento di Sostenibilità e Gestione ambiente dell’Università di Vanderbilt:
  • -          Invia auguri/cartoline on-line invece di cartacei, o se proprio non puoi, usa la carta riciclata e ricicla le cartoline  ricevute
  • -          Regala le piante in vaso, o alberelli da piantare, piuttosto che i fiori recisi
  • -          Offri  solo il cioccolato proveniente dal commercio solidale
  • -          Fai con il tuo/ la tua dolce metà una gita romantica in un’oasi WWF, un parco nazionale, una riserva e sostieni le organizzazioni ambientaliste
  • -          Consuma la cena in un locale dove servono i prodotti locali (a km 0), slow food, organici, o prepara tu stesso una cenetta a base di prodotti scelti con questo criterio
  • -          Promettiti di vivere, da ora in poi, in un modo più “verde”. Bastano pochi accorgimenti: spegni la luce quando esci dalla stanza, il computer quando vai a letto, il riscaldamento quando lasci la casa o l’ufficio per un periodo più lungo, fai funzionare la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico e stampa o scrivi possibilmente su tutti e due lati del foglio.
Listen: Go green for Valentine's celebration




lunedì 7 febbraio 2011

Doping a base di verdure

 Quando eravamo piccoli e guardavamo le avventure di Braccio di Ferro ci dicevano che dovevamo mangiare le verdure per diventare forti come lui. Quell’irascibile, oggi ultranovantenne marinaio, mangiava gli spinaci e aveva ragione: il consumo degli ortaggi a foglia verde migliora il lavoro muscolare.     

   L’effetto è dovuto alla presenza di nitrati inorganici che al contatto con la flora batterica del cavo orale si trasformano in ossido nitrico noto da tempo come sostanza capace di dilatare i vasi sanguigni e di abbassare la pressione arteriosa. Recentemente  Eddie Weitzberg di Karolinska Institutet di Stoccolma ha scoperto un’altra funzione dell’ossido nitrico:  la sua presenza aumenta  l’efficienza dei mitocondri, organuli  responsabili della respirazione cellulare.  
Weitzberg  ha somministrato per tre giorni ad un gruppo di volontari  la quantità di nitrati equivalente ad un piatto di spinaci  e ha osservato la diminuzione del consumo di ossigeno durante l’attività fisica  aerobica. Sembra che l’ossido nitrico riduca  i livelli delle proteine che frenano il lavoro del mitocondrio.

Dott. Weittzberg precisa che si tratta di  nitrati normalmente presenti nella frutta e nella verdura e non degli  integratori chimici.  Perciò dopatevi pure, se volete, ma …con un piatto di spinaci o con qualche barbabietola.

La notizia proviene dal sito www.sciencedaily.com

sabato 29 gennaio 2011

Bulli? Figli dei padri troppo impegnati

     Sei un padre che lavora troppo?  Tuo figlio potrebbe avere disturbi del comportamento. 
Tra le cause del bullismo  viene spesso citata la situazione familiare con i genitori super impegnati, poco attenti al dialogo e a far rispettare le regole.
      Il sociologo Andre Christie-Mitzell della Vanderbilt University, in un recente studio pubblicato su Youth & Society, mette invece in relazione la quantità dell’impegno lavorativo del padre con lo sviluppo dei comportamenti aggressivi, prevaricanti, da parte dei figli. Somministrando i test (BPI)  a 687 ragazzi dell’età fra 10 e 14 anni, viventi con entrambi i genitori, lo scienziato ha scoperto che  la percezione da parte dei ragazzi della scarsità del tempo dedicatoli dai padri è  un fattore determinante per l’insorgenza dei comportamenti  da bullo. 
I figli dei padri più impegnati  erano più propensi  a compiere atti crudeli contro  i compagni, a disobbedire a scuola e non chiedevano scusa per i comportamenti riprovevoli.  Al contrario, l’orario lavorativo delle madri non aveva  alcuna influenza, forse, suppone Christie-Mitzell, perché le madri vengono comunque percepite come più presenti, responsabili del menage familiare. 
  Per quanto sia importante la presenza di tutti e due i genitori, stavolta è il padre che fa la differenza!  
Il consiglio del Prof. Christie-Mizell  è quello di programmare il tempo dedicato da passare con i figli in modo che i ragazzi possano  contare sul appuntamento con il padre per: andare in bici sabato mattina, allo stadio di domenica, o al cinema venerdì, ecc.  L’impatto positivo è dato dalla regolarità dell’impegno, una gita improvvisata, per quanto piacevole, non avrà lo stesso effetto. Se dovete saltare questo appuntamento, ricordatevi di spiegarne i motivi ai vostri figli e rilevate quanto sia importante l’impegno sopraggiunto per la vostra vita familiare.

martedì 18 gennaio 2011

Cronobiologia o astrologia?


      L’orologio biologico di ogni essere vivente riconosce la durata del giorno, controlla il ritmo circadiano di molte funzioni dell’organismo: sonno-veglia, alimentazione, attività ormonale e altre.   E’ inoltre responsabile dell’adattamento ai cambi stagionali e influenza il nostro umore.
    
   Da tempo gli scienziati sanno che l’orologio biologico è sensibile alla luce solare, ma le recenti ricerche del neurobiologo Douglas McMahon della Vanderbilt University, effettuate sui topi, dimostrano che le caratteristiche individuali del suo funzionamento dipendono dall’esposizione alla luce immediatamente dopo la nascita.
 I topi esposti alla luce per più ore al giorno, cioè “estivi”,hanno un orologio biologico “più efficiente”, più reattivo ai cambiamenti, più veloce rispetto ai topi “invernali”. Questa caratteristica rimane stabile per tutta la loro vita.

Praticamente, se i dati venissero confermati anche per l’uomo, “la qualità” del nostro orologio biologico dipenderebbe dalla stagione in cui si nasce. 
  L’orologio biologico interagisce con i circuiti cerebrali che utilizzano come neurotrasmettitore la  serotonina, regolatore dell’umore.  Questo potrebbe spiegare una  maggiore tendenza dei nati d’inverno a sviluppare le patologie come la depressione, il disturbo affettivo stagionale, il disturbo bipolare o addirittura la schizofrenia. La stagione della nascita potrebbe anche, secondo McMahon, influenzare la personalità dell’individuo.
  
    La stagione, e non la data di nascita! Stiamo parlando di cronobiologia e non di astrologia, anche se leggendo i commenti a questa notizia pubblicata su Le Scienze, troviamo le opinioni degli operatori dell'occulto  convinti che la scienza abbia finalmente parlato in loro favore…






L'articolo correlato: L'oroscopo e la personalità       

sabato 1 gennaio 2011

L'oroscopo e mindfulness. Buon anno, mese, giorno...ogni momento!


A volte capita di sprofondare nei rimpianti del passato o volare con la fantasia nel futuro. La pratica di mindfulness aiuta a vivere la vita di tutti i giorni in modo più consapevole e gratificante, in contatto con il mondo, con noi stessi e con le nostre emozioni. 
Auguri di Buon Anno da Jolanta Burzynska

sabato 18 dicembre 2010

Qualche volta perdersi fa bene...


Quando dovete recarvi in una città o in una via sconosciuta vi affidate al GPS? 
 E' un invenzione di grande utilità ma ricorrervi troppo spesso non è salutare per il vostro cervello: fa impigrire l'ippocampo. Questa struttura, a forma di cavalluccio marino, situata sotto la corteccia, all'interno del sistema limbico, serve proprio per orientarsi nello spazio, oltre ad avere un ruolo importante nei processi di memorizzazione e di apprendimento. Nella demenza di Alzheimer l'ippocampo viene colpito per primo, perciò gli scienziati sperano che mantenendolo efficace ed attivo si possa rallentare l'avanzamento della malattia.

Uno studio canadese della McGill University di Montreal condotto su anziani utilizzatori e non utilizzatori di GPS dimostra le differenze nel funzionamento cerebrale nei due gruppi esaminati. La risonanza magnetica funzionale evidenzia nel gruppo di persone abituate a spostarsi utilizzando solo le proprie capacita di orientamento una maggiore attività e una maggiore quantità di cellule nervose a livello dell'ippocampo rispetto al gruppo che ricorre al GPS. Gli anziani che si affidano al proprio senso di orientamento presentano anche i risultati mediamente superiori ai test di valutazione delle funzioni cognitive.
Per l'autrice dello studio, Veronique Bohbot, i risultati della ricerca “suggeriscono che l'uso regolare della memoria spaziale possa migliorare la funzione dell'ippocampo e rallentare il declino cognitivo con l'età”.

Potremmo allenare il nostro ippocampo scegliendo e sperimentando i percorsi diversi per raggiungere il solito negozio o il luogo di lavoro, fare una passeggiata per i quartieri e le strade meno conosciute della città approfittando dei giorni di festa... e ..se ci perdiamo, pazienza!

La notizia è stata pubblicata su Le Scienze

domenica 5 dicembre 2010

La filosofia del rospo

"Se un rospo maschio vede qualcosa che si muove, ci sono tre possibilità: se è più grande di lui, scappa; se è più piccolo, lo mangia; se è delle sue stesse dimensioni, si accoppia. Se la creatura con la quale si accoppia non protesta, probabilmente è della specie e del sesso giusto."
   Questa semplice filosofia di vita del rospo è descritta dal biologo olandese Midas Dekkers nel libro "Dearest Pet: On bestiality", 1994. L'autore di molti bestsellers è affascinato dalle somiglianze fra esseri umani e animali.
A proposito del rospo, assomiglia a qualcuno che conosci?